Gesù è inchiodato alla croce

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Un chiodo da carpentiere
di 12 centimetri, sezione quadrata,
facce a spigolo che incidono le ossa, penetra nel polso,
tra l’ulna e il radio.
Un punto preciso
scelto dall’esperto
per far durare a lungo la tortura
e non lacerare le membra.

La mano che aveva guarito
il cieco e il paralitico, che aveva benedetto
e spezzato il Pane, versato il Vino,
si contrae nello spasimo: le dita artigliano l’aria
contorcendosi
per cercare…la mia mano.

Poi lo strappo verso l’alto,
per innalzare il braccio orizzontale
della croce,
la distende di nuovo, aperta, bianca, dissanguata,
tesa nell’agonia del respiro spezzato
e del sangue,
che esce a fiotti sotto il chiodo,
versato per amore,
solo per amore.

Ora essa aderisce completamente
al duro legno…
aspetta che,
tolto il chiodo,
vi sovrapponga la mia
per guarirmela.
Mino

Gesù è spogliato delle vesti

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“Diventerete come Dio”.
E’ la promessa del serpente
nel paradiso terrestre ad Adamo e Eva.
“Mangiarono dall’albero e si accorsero di essere nudi”.
Nudi, perché si erano svestiti dello splendore di Dio;
nudi come un
popolo di vinti, spogliato di tutto, non più padrone neppure
del proprio vestito.
Se ti strappano gli abiti smarrisci la tua individualità… come gli
internati dei lager, denudati di fronte ai loro aguzzini
ad indicare
la perdita dell’identità, della dignità e della coscienza di se stessi.
Il mistero della tua persona è violato,
sei completamente in balia degli altri.
Nell’intenzione dei torturatori il
momento della spogliazione in pubblico
deve suscitare disprezzo,
riempire di vergogna.
“Cristo Gesù, pur essendo di
natura divina spogliò se stesso
assumendo la condizione di servo, divenendo simile
agli uomini”.
Gesù spogliato, denudato, è l’icona della sua incarnazione,
si carica
della fragilità dell’uomo caduto,
che ha perso la “prima veste”,
che ha bisogno di ricevere da Dio
la veste della grazia.
Il mettersi a nudo di Gesù
è gesto supremo e totale di abbandono nelle mani degli uomini,
è consegna di tutto se stesso per stringere un patto d’amore
che darà vita al nuovo Adamo,
restituito alla sua dignità originale.
Sotto la croce i soldati
tirano a sorte l’abito di Gesù,
quella tunica “tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo”.
Anche la veste del sommo sacerdote era senza cuciture,
ma è lui, il Crocifisso,
il vero Sommo sacerdote
che celebra la nostra redenzione.

Don Michele

Gesù incontra le pie donne

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Gesù cammina, sale con fatica, inciampa verso il Calvario,
gravato dal peso della croce…
I suoi piedi sanguinano,
si muovono lentamente,
il suo cuore trema,
il suo sguardo si perde nelle vuote tracce di quel sentiero…
E’ indifeso, ultimo fra gli ultimi, reietto tra gli uomini…
…e le donne lo abbracciano,
lo stringono, lo asciugano,
lo accolgono…
Anche ora, anche in questo istante, in cui le gocce
di sudore vestono
il suo corpo mischiandosi alle lacrime e al sangue,
l’amore di Dio si mostra
più forte…
…e le donne che vorrebbero sorreggerlo, aiutarlo,
rendere a lui quanto
hanno ricevuto,
ancora una volta si ritrovano avvolte dall’immenso
amore che sgorga
dalle ferite del Cristo.
E’ lui l’unico consolatore,
è lui l’unica voce di speranza,
è lui che raccoglie
il dolore su di sé…
…le donne
sulla strada del Calvario
siamo noi tutti, che di fronte
a questo dono vivente
non possiamo che chinare il capo
e rendere grazie a Dio…

Beppe

Gesù cade la seconda volta

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Hai lasciato

  nella sporca terra

  l’impronta della tua e nostra divinità

  che il vento della storia

  cerca di cancellare

  ma fra la polvere e i detriti,

  pur  ferita, brilla luminosa.

 

  Dio e l’uomo

  continuano a giocare

  questa interminabile portita.

  Chi si alzerà vincitore?

  l’uomo inchiodato al suolo

  dal suo sangue versato

  o il  Dio della pace e dell’amore?

 

  C’è solo una combinazione:

  o tutti due,

  o dei due, nessuno.

  Perché l’uomo vivente

  è la gloria di Dio.

  E la morte di Dio

  è la sconfitta dell’uomo.

  Alzati Signore!

 

don Piero

Simone aiuta Gesù a portare la croce

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Il gesto può essere banale,
troppo semplice tendere una mano,
più difficile tenderla verso un’altra mano, specialmente
se l’altra mano
non è aperta come la nostra, ma chiusa a pugno,
diffidente, ostile.
Simone aiuta Gesù a portare la croce, senza conoscerlo.
Noi oggi potremmo riconoscere Gesù, ma chiudiamo spesso
la nostra mano a pugno, perché succubi del nostro egoismo
e ci chiudiamo alla parola del Vangelo.
Il Vangelo ci richiama ogni giorno ad aprire il nostro cuore,
la nostra mano al prossimo,
ma ci da fastidio, ci costa, sono cose che non ci riguardano,
senza alcun valore,
cose dette dalla chiesa
per sottometterci,
cose di cui non abbiamo bisogno perché l’uomo
si sente creatore e non creatura.
Solo la tua luce Signore,
che penetra attraverso la croce
può arrivare al cuore degli uomini, per aiutarli
a ritrovare la strada
che hanno smarrito
ed il coraggio per aprire le nostre mani verso gli altri.

Frà Mino

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