L’origine del Carnevale

coriandoli

Il carnevale non è certo una festa religiosa. Tuttavia compare sul calendario delle festività liturgiche, perciò una riflessione sulla sua origine e sul suo significato può essere utile anche per capire la fede.

Le radici del carnevale sono molteplici: ebree, pagane, cristiane, e ci rimandano ad aspetti comuni dell’uomo di tutti i luoghi e di tutti i tempi. Nel calendario delle festività ebraiche al carnevale corrisponde grosso modo la festa dei Purim, che ricorda la salvezza di Israele dall’incombente persecuzione degli ebrei nel regno di Persia, salvezza conseguita, secondo il racconto biblico, dalla regina Ester.
La gioia scatenata con cui la festa viene celebrata vuol essere espressione del senso di liberazione che, in questo giorno, non è solo memoria , ma promessa: chi è nelle mani del Dio di Israele è libero, in partenza, dalle insidie dei suoi nemici.
maschere 3
Accanto ai precedenti ebraici ci sono quelli pagani, il cui volto truce e minaccioso ci fissa ancora dalle maschere dei paesi alpini e svevo-germanici. Qui si celebravano i riti della cacciata dell’inverno, dell’esorcismo delle potenze demoniache: nel mutare del tempo si avvertiva la minaccia del mondo, la nuova creazione della terra e della sua fertilità, che doveva essere protetta contro il nulla a cui si avvicinava il mondo nel sonno dell’inverno.

maschere 5

A questo punto possiamo notare qualcosa di molto significativo : la maschera demoniaca si trasforma, nel mondo cristiano, in una divertente mascherata; la lotta pericolosissima con i demoni si cambia in gaudio prima della gravità della Quaresima. In questa mascherata avviene ciò che riscontriamo spesso nei salmi e nei profeti: essa diviene scherno di quegli dei che chi conosce il vero Dio non deve più temere.

Le maschere degli dei sono divenute uno spettacolo divertente, esprimono la gioia sfrenata di coloro che possono trovare motivi di comicità in ciò che prima faceva paura. In questo senso è presente nel carnevale la liberazione cristiana, la libertà dell’unico Dio, che rende perfetta quella libertà ricordata dalla festa ebraica dei Purim.
Si pone però un interrogativo: possediamo ancora questa libertà? Non è che ci siamo voluti liberare anche di Dio stesso, del creato e della fede, per essere completamente liberi?
Dio non è il nemico della nostra libertà, ma il suo fondamento; è questo che dovremmo imparare di nuovo oggi. Solo l’amore che è onnipotente può essere il fondamento di una gioia senza paura.

Da Joseph Ratzinger, “Cercate le cose di lassù”.

Festa di Carnevale: non si è mai troppo grandi per mascherarsi!!

… e per i più grandi abbiamo pensato ad una serata tutta per loro!!! 

Non si è mai troppo grandi per rivivere le gioie dell’indossare un costume e diventare chi si vuole almeno un giorno all’anno, riscoprendo la felicità di farlo proprio come quando si era bambini! 

Aspettiamo tutti i ragazzi delle medie e delle superiori con i loro fantastici costumi per una serata indimenticabile!

festa carnevale 2019 grandi

Un amore che dura 6000 anni

cuori

Occhi a cuoricino, farfalle nello stomaco, un incredibile sorriso sempre disegnato sul volto: questi sono tutti i segnali che il sentimento più potente e bello del mondo è entrato in noi. Parlando di amore si possono aprire pagine e pagine di frasi sdolcinate, temi di canzoni che hanno fatto la storia della musica, tragedie e commedie che dell’amore ne fanno tutt’oggi opere da studiare a scuola. Ma quando pensiamo all’amore, alla sua forza che lega tutti gli innamorati, non può non venirci in mente il giorno di San Valentino. Legata a san Valentino, al nesso che c’è tra gli innamorati a questo Santo, vi è una bellissima leggenda: quella di Sabino e Serapia, di un Amore che sceglie l’altro nonostante le difficoltà, che non ha paura delle differenze e che sa vincere anche sulla morte.

Sabino, giovane centurione romano s’innamorò di Serapia, una ragazza di religione cristiana. Quando Sabino chiese in sposa Serapia, la famiglia di ella negò il suo assenso. I due giovani non sapendo come coronare il proprio amore, chiesero aiuto al loro Vescovo Valentino. Sabino, per amore della ragazza accettò di essere battezzato. Iniziarono allora i preparativi per festeggiare il battesimo di Sabino e le imminenti nozze. I due giovani sabino e serapiatrepidavano ed erano felici, ma una grave malattia colpì Serapia. La povera ragazza si ammalò di tisi e si aggravò fino ad essere vicina alla morte. Sabino, disperato, chiese a Valentino di essere battezzato al più presto e di unirlo in matrimonio con Serapia prima che lei morisse. Valentino, commosso, battezzò il giovane e lo unì in matrimonio al capezzale di Serapia. Dopo aver pregato, il cielo si riempì di coppie di colombi che tubavano, volteggiando sopra i due innamorati. Pace fu fatta e così, accanto all’abbraccio dell’amore, anche le colombe entrarono a pieno titolo nella simbologia di San Valentino, tanto che l’espressione “piccioncini”, riferita agli innamorati, sembra derivare proprio dal leggendario miracolo del Santo.

“…due scheletri abbracciati, qualche osso poco o niente, ma il loro bacio va avanti per l’eternità…”

 – Temporale, Lorenzo Jovanotti – 

Auguri a tutti quelli che amano

Siamo tutti chiamati a pregare per la Pace!

Messaggio di Papa Francesco in occasione Giornata Mondiale della Pace 2019:

pace-1

La Pace è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca e sull’interdipendenza degli esseri umani. Ma è anche una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno. La Pace è una conversione del cuore e dell’anima, ed è facile riconoscere tre dimensioni indissociabili di questa Pace interiore e comunitaria:

  • la pace con se stessi, rifiutando l’intransigenza, la collera e l’impazienza e, come consigliava San Francesco di Sales, esercitando “un po’ di dolcezza verso sé stessi”, per offrire “un po’ di dolcezza agli altri”;
  • la pace con l’altro, il familiare, l’amico, lo straniero, il povero, il sofferente; osando l’incontro e ascoltando il messaggio che porta con sé;
  • la pace con il creato, riscoprendo la grandezza del dono di Dio e la parte di responsabilità che spetta a ciascuno di noi, come abitante del mondo, cittadino e attore dell’avvenire.

papa e pace

Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani. Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam!

Vi aspettiamo Venerdì 15 Febbraio alla Veglia della Pace in chiesa!

Facciamo in modo che la nostra preghiera possa elevarsi come il grido di un mondo che ha davvero molto bisogno di pace! 

“cosa puoi fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia!”

– Madre Teresa di Calcutta – 

 

Blog su WordPress.com.

Su ↑