Tutta una questione di stile!

La moda passa, lo stile resta

– Coco Chanel- 

Ormai la moda è entrata nel quotidiano delle nostre vite: pantaloni strappati, vita alta, magliette super scollate e tacchi vertiginosi, colori sgargianti o total black, sono solo alcuni dei canoni della moda odierna. Ma che cosa significa realmente moda? Alcuni dicono che la moda è un modo di vivere, di pensare, di essere legato ad un’epoca o ad una società, ed è per sua stessa essenza effimera, passeggera e sfuggevole. Come possiamo essere alla moda? Facile, seguendo le tendenze del momento! Che siamo colori evidenziatore o vestiti eccentrici, basta che siano indossati sulle passerelle di tutto il mondo o dalle celebrità che spopolano sui social. Ma allora se diciamo che tutti noi siamo alla moda, stiamo dicendo il falso? Forse no, perchè non c’è nulla di più alla moda che avere il proprio stile! Avere stile significa essere unici nel proprio piccolo, non necessariamente nel modo di vestire o di tagliare i capelli, bensì nel modo di fare. E come oratorio: l’oratorio è moda passata? Possono cambiare i tempi, le mode, le proposte del mondo, ma l’amore per l’altro, l’attenzione per i piccoli non puó cambiare. Credo ancora che l’oratorio sia un luogo di stile: No lo stile che segue le tendenze e che per attrarre e coinvolgere diventa del mondo, ma un oratorio che sappia stare nel mondo con stile; lo stile con la S maiuscola che non teme giudizi, che non cerca scorciatoie, che non si basa su effetti speciali, bensì su affetti speciali! Crediamo nella valenza educativa dell’oratorio come luogo di cura e di crescita. È vero, il mondo è cambiato, è necessario domandarci quali sono oggi le necessità di una comunità in cammino, ma non possiamo smettere di credere che questo luogo può ancora essere alla moda. L’oratorio, o meglio, le persone che lo rendono vivo, fanno ancora tendenza e possono “influenzare” il mondo dei giovani. Lo stile del ragazzo d’oratorio non è speciale per ciò che indossa, ma per come lo indossa; lo stile d’oratorio è divertirsi con gli altri, senza bisogno di fare niente di straordinario, ma solo scoprendo la bellezza del mettersi in gioco. 

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