Gesù è spogliato delle vesti

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“Diventerete come Dio”.
E’ la promessa del serpente
nel paradiso terrestre ad Adamo e Eva.
“Mangiarono dall’albero e si accorsero di essere nudi”.
Nudi, perché si erano svestiti dello splendore di Dio;
nudi come un
popolo di vinti, spogliato di tutto, non più padrone neppure
del proprio vestito.
Se ti strappano gli abiti smarrisci la tua individualità… come gli
internati dei lager, denudati di fronte ai loro aguzzini
ad indicare
la perdita dell’identità, della dignità e della coscienza di se stessi.
Il mistero della tua persona è violato,
sei completamente in balia degli altri.
Nell’intenzione dei torturatori il
momento della spogliazione in pubblico
deve suscitare disprezzo,
riempire di vergogna.
“Cristo Gesù, pur essendo di
natura divina spogliò se stesso
assumendo la condizione di servo, divenendo simile
agli uomini”.
Gesù spogliato, denudato, è l’icona della sua incarnazione,
si carica
della fragilità dell’uomo caduto,
che ha perso la “prima veste”,
che ha bisogno di ricevere da Dio
la veste della grazia.
Il mettersi a nudo di Gesù
è gesto supremo e totale di abbandono nelle mani degli uomini,
è consegna di tutto se stesso per stringere un patto d’amore
che darà vita al nuovo Adamo,
restituito alla sua dignità originale.
Sotto la croce i soldati
tirano a sorte l’abito di Gesù,
quella tunica “tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo”.
Anche la veste del sommo sacerdote era senza cuciture,
ma è lui, il Crocifisso,
il vero Sommo sacerdote
che celebra la nostra redenzione.

Don Michele

LA VIA DELLA CROCE

In questi giorni che precedono la Pasqua ci lasceremo guidare e accompagnare dalla Via della Croce dell’artista Angelo Balduzzi e dalle parole di alcuni amici che l’hanno commentata per lui.

“Su ogni tela ho steso vari strati di sabbia per renderla più ruvida, più sofferta e l’ho incollata su legno con un vero chiodo vecchio”.

Seguite con noi la via di Gesù attraverso forme diverse dal solito: l’arte è uno strumento meraviglioso che sa interrogarci arrivando dritto al cuore.

Un ringraziamento speciale va ad Angelo che ci ha permesso di meditare attraverso il suo lavoro.

INCONTRO DECANALE PREADO – Un viaggio condiviso

Dove due o più sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”

Venerdì c’è stato un incontro decanale di tutti i ragazzi delle medie, erano presenti il nostro oratorio, San Martino, Prato e Gesù Divin Lavoratore: eravamo tantissimi più di cento!
E’ il secondo incontro quest’anno, il primo lo avevamo fatto nel nostro oratorio, l’altro giorno siamo andati all’oratorio di Prato e ho incontrato anche tanti miei compagni di scuola.
Il tema che stiamo affrontando a livello decanale è il viaggio. Venerdì ci siamo divisi in gruppi misti e abbiamo ascol-tato la storia di Sousa un ragazzo scappato dal suo paese e arrivato in Italia su una barca, attraverso un viaggio fati-coso e pericoloso.
Quello che più mi ha colpita è stato che Sousa aveva imparato a non aver paura della morte e viveva ogni giorno con la speranza che qualcosa nella sua vita sarebbe cambiato, sarebbe migliorato. Così ha trovato il coraggio di partire!
Abbiamo riflettuto sul nostro viaggio, che è la vita e ci siamo domandati quale sia la meta: quale desiderio portiamo nel cuore?
All’inizio è stato un po’ faticoso condividere ciò che pensavo davanti anche a ragazzi che non conoscevo ma poi sono stata contenta e mi sono divertita.
Prima di tornare a casa, dopo aver cenato siamo andati in chiesa a pregare e Francesca ci ha spiegato il vangelo e detto che per trovare la meta prima dobbiamo capire dov’è il nostro cuore, poi gli educatori ci hanno consegnato il simbolo: una barchetta calamitata che ci deve ricordare di cercare sempre la nostra strada con l’aiuto di Gesù e di chi ci ama.

 

FESTA DELLA FAMIGLIA

In occasione della festa della Santa Famiglia di Nazareth che sarà domenica 27 gennaio, anche noi vogliamo festeggiare insieme a tutte le famiglie dell’oratorio.

La famiglia è lo spazio ordinario per l’amore e per la vita; il luogo essenziale in cui gli esseri umani si aprono al futuro e rendono feconda l’umanità; una storia di fede, di fiducia l’uno nell’altro.

Desideriamo che la Festa della famiglia sia un’esperienza di condivisione, di celebrazione e di festa insieme.

VI ASPETTIAMO SABATO 26 GENNAIO alle h 19,00, nel teatro dell’oratorio per una cena insieme e una serata per riflettere e divertirsi.

Aperto a tutti dagli 0 ai 100 anni!!

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Quando l’ordinario diventa straordinario – VITA COMUNE ADO 2018

Ricordo ancora la mia prima vita comune in “casetta”: per noi adolescenti era una cosa nuova ed entusiasmante.
Eravamo tutte felici di poter passare una settimana tra noi amiche e con le educatrici, che per me sono sempre state degli importanti punti di riferimento, non avevo ancora capito però fino in fondo la bellezza di questa proposta.
All’inizio regnava il caos, dovuto alla nostra incontenibile voglia di stare assieme, era difficile anche sentire quello che ci dicevano le educatrici era tutto un ridere e sperimentare la bellezza di un’autonomia nuova. Piano, piano poi siamo entrate nel vivo dell’esperienza, attraverso la proposta che ci è stata fatta: in quei quattro giorni avremmo imparato a conoscere e accettare l’altro partendo dalla conoscenza e accettazione di noi stesse.
Nella vita comune la tua quotidianità si mescola ad una proposta educativa straordinaria.
Sei sempre tu con i tuoi impegni, la fatica a svegliarti al mattino (forse maggiore per le troppe chiacchiere serali), i tanti compiti, lo sport…ma in qualche modo tutto si trasforma e ciò che è routine diventa speciale. Imparare a condividere ogni singolo momento con l’altro non è sempre semplice ma è bello e fa crescere. Le educatrici ci hanno insegnato come mettere in comune fatiche e forze personali e posso dire che quello che ha dato ancora più valore all’esperienza sono stati i momenti di condivisione del cuore. Ogni giorno c’è un piccolo incontro strutturato in cui viene chiesto di riflettere su qualcosa, in quei momenti nella casa suona il silenzio e poi tutti insieme si condivide.
In tutto questo non manca la preghiera a Gesù nostro compagno di viaggio, che apre e chiude le nostre giornate: Aiutami Signore a condividere con gli altri i doni ricevuti nello spirito del dialogo e dell’accoglienza reciproca.

Diciottenne dell’oratorio

CONVIVENZA 2018

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