8 Marzo: una giornata per rivendicare il proprio diritto di essere donna!

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La festa della donna viene vissuta oggi come un’occasione per uscire e divertirsi. Oggi sembra abbastanza scontato regalare un rametto di mimosa alla mamma, all’amica o alla fidanzata. Al di là di come oggi venga celebrata questa festività, la sua origine ha una forte valenza politica e sociale. La giornata internazionale delle donne si festeggia l’8 Marzo per rivendicare i diritti e le conquiste operate dalle donne nel corso della storia. Purtroppo ancora oggi è necessario celebrare la figura femminile, per portare l’attenzione sui soprusi e sulle discriminazioni che molte donne ancora sono costrette a subire nel mondo.

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La scelta della mimosa non è casuale: infatti questa pianta è diffusa in tutta Italia e il suo significato rimanda alla femminilità e alla libertà.

 

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai.

– Oriana Fallaci –

“Perchè io?” – Ritiro adolescenti 2018

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“Io non sono un re!” – esclama il principe Albert, detto Bertie, a Lionel Logue, il suo logopedista. Lui non è un re; il re legittimo è suo fratello maggiore, quello a cui il trono spetta di diritto, e che, soprattutto, riesce a fare un discorso senza balbettare, al contrario di lui. Regnare sembra a Bertie un’impresa impossibile, una fatica immensa quanto pronunciare una frase senza che gli si attorcigli la lingua: perché deve farlo lui?

Eppure, Bertie è chiamato proprio a quel compito; con l’aiuto del suo terapista e amico Lionel, prenderà atto dei suoi limiti, affronterà le difficoltà e sarà re.

La storia del re Giorgio VI, raccontata nel film “Il discorso del re”, non sembra così distante dalle nostre vite. Ognuno di noi è chiamato a essere qualcosa, a ricoprire degli incarichi e a svolgere dei compiti che ci sembrano troppo grandi per noi; e la tentazione è quella di scappare dicendo “Io non sono un re!”, ossia “Non è cosa per me!”, “Non ce la faccio, è troppo difficile”. Per noi, come per Bertie, la strada che porta alla nostra realizzazione è piena di ostacoli: i nostri difetti, i nostri limiti sembrano impedirci di rispondere alla chiamata. In questo, non siamo soli; anche Gesù ha vissuto la stessa cosa, ha dovuto caricarsi sulle spalle una croce troppo pesante, al punto da fargli dire: “Signore, passi da me questo calice”.

La chiamata comporta fatica; ma allora, perché rispondere? Perché non vivere “una vita in vacanzaritiro ado 2”, come recita l’omonima canzone che ha gareggiato a Sanremo? La risposta è nella canzone stessa: nella vita in vacanza “non c’è nulla che avanza”, tutto è sempre uguale e non si può vivere una vita davvero piena: la vita che Dio ha pensato per noi.

Per vivere una vita piena bisogna rispondere alla chiamata: e Gesù ci insegna che la ricompensa è molto più grande della fatica: dopo la morte c’è sempre la Resurrezione. La bellezza e la pienezza che sperimentiamo se facciamo ciò a cui Lui ci ha chiamati, attraverso le doti che ci ha dato, sono più grandi delle fatiche che incontreremo nel cammino. La sofferenza della Croce si trasforma in vita; quel legno grazie a Gesù diventa un albero, legno vivo che porta frutto.

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Pronti a partire? Camposcuola 2018!

Forse non tutti sanno cosa sia un camposcuola. Si tratta di un’esperienza formativa vissuta come una vacanza, oppure come una vacanza vissuta come esperienza formativa. Le materie su cui si viene formati sono: l’amicizia, l’amore, lo spirito di gruppo, la condivisione, il servizio, la Fede,… tutto questo attraverso una “proposta guida, attività, laboratori, escursioni, giochi a tema, visioni di film e tanto altro. campo scuola

Domenica 11 Marzo 2018 alle ore 17.00 presso l’oratorio ci sarà la riunione informativa con visione dei filmati della vacanza 2017 e preiscrizioni.

PdF 2018: Perchè sei mio Padre

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Cena del Padre Nostro – Professione di Fede 2018

La fede passa da gesti semplici. Stavolta vi vogliamo raccontare un gesto che da molti anni è una tradizione del gruppo preadolescenti che anche quest’anno si è rinnovata. Noi la chiamiamo Cena del Padre Nostro, e l’idea di base è molto semplice, una cena interamente preparata dai ragazzi di terza media per i loro genitori, dall’apparecchiatura, alla cucina e al servizio.

Il significato è quello di restituire, per una sera, le cure e l’amore ricevuti quotidianamente e silenziosamente dai propri genitori, i primi uomini e donne a cui il Padre ci affida. Il gesto della cena è la concretizzazione della prima tappa del cammino della Professione di Fede, rivolto ai ragazzi più grandi del gruppo preado; il percorso riprende i versi del Simbolo, per approfondire il significato delle parole chiave dell’essere cristiani: Padre, Figlio, Spirito, Chiesa e Comunione, con l’obiettivo di poter pronunciare il Credo di fronte alla comunità e di fronte al mondo.

Per ora i ragazzi hanno avuto un assaggio, in ogni senso, delle possibilità di esprimere il dono di sè agli altri; vogliamo, allora, pregare il Padre perchè possano gustare nella loro vita lo spirito semplice e bello della Cena del Padre Nostro nella loro quotidianità.

Leggere per Piacere

doposcuola

Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, autori di Basta Studiare! e di Leggere per Piacere, già nostri ospiti lo scorso anno, propongono un incontro per genitori ed educatori sulla bellezza della lettura e su come fare “innamorare” della lettura i più piccoli.

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