INCONTRO DECANALE PREADO – Un viaggio condiviso

Dove due o più sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”

Venerdì c’è stato un incontro decanale di tutti i ragazzi delle medie, erano presenti il nostro oratorio, San Martino, Prato e Gesù Divin Lavoratore: eravamo tantissimi più di cento!
E’ il secondo incontro quest’anno, il primo lo avevamo fatto nel nostro oratorio, l’altro giorno siamo andati all’oratorio di Prato e ho incontrato anche tanti miei compagni di scuola.
Il tema che stiamo affrontando a livello decanale è il viaggio. Venerdì ci siamo divisi in gruppi misti e abbiamo ascol-tato la storia di Sousa un ragazzo scappato dal suo paese e arrivato in Italia su una barca, attraverso un viaggio fati-coso e pericoloso.
Quello che più mi ha colpita è stato che Sousa aveva imparato a non aver paura della morte e viveva ogni giorno con la speranza che qualcosa nella sua vita sarebbe cambiato, sarebbe migliorato. Così ha trovato il coraggio di partire!
Abbiamo riflettuto sul nostro viaggio, che è la vita e ci siamo domandati quale sia la meta: quale desiderio portiamo nel cuore?
All’inizio è stato un po’ faticoso condividere ciò che pensavo davanti anche a ragazzi che non conoscevo ma poi sono stata contenta e mi sono divertita.
Prima di tornare a casa, dopo aver cenato siamo andati in chiesa a pregare e Francesca ci ha spiegato il vangelo e detto che per trovare la meta prima dobbiamo capire dov’è il nostro cuore, poi gli educatori ci hanno consegnato il simbolo: una barchetta calamitata che ci deve ricordare di cercare sempre la nostra strada con l’aiuto di Gesù e di chi ci ama.

 

Trova il tuo Swing – riflessioni di quaresima Ado

A volte la vita diventa troppo pesante per alcuni. Nella vita di ognuno di noi viene un momento in cui bisogna superare le avversità. C’è qualcosa dentro di noi che è nostro e soltanto nostro. Qualcosa che non si può né insegnare né imparare.

InShot_20190323_193728707È inevitabile, nel corso della vita attraversare delle crisi, dei momenti di fatica, difficoltà. Sono momenti in cui ci sentiamo soli, abbandonati. Tutto è caotico, confuso, vediamo tutto nero. Il primo giorno di ritiro abbiamo cercato di dare un volto, una forma alla definizione di crisi, abbiamo cercato di guardarla un po’ in faccia. È stato subito ben chiaro, che questi momenti di fatica vanno attraversati, vissuti… questo ci aiuta a fare chiarezza, mettere un po’ di ordine nelle varie faccende della nostra vita, ci fanno riscoprire il bello che ci circonda; vedere le cose a colori, colori brillanti.
Facendo un parallelismo con il film ‘La leggenda Di Bagger Vance’, abbiamo capito che per vivere una vita bella, piena e autentica ad un certo punto è necessario uscire dalle ombre mettersi a giocare il proprio gioco: il tuo gioco… quello che soltanto tu eri destinato a giocare… quello che ti è stato donato quando sei venuto al mondo… mettere in pratica il tuo colpo migliore, il tuo autentico swing. ‘Dentro ciascuno di noi c’è un solo vero autentico swing, una cosa con cui siamo nati, una cosa che è nostra e nostra soltanto, una cosa che non ti può essere insegnata e non si impara, una cosa che va ricordata sempre e col tempo il mondo può rubarci quel nostro swing che può finire sepolto dentro di noi sotto a tutti i nostri avrei voluto e potuto e dovuto… c’è perfino chi si dimentica com’era il suo swing’.
Così è importante saper riconoscere i colpi possibili presenti nella propria sacca da golf, ogni bastone serve per un tiro preciso, un determinato colpo. È necessario dare un nome alle proprie abilità, qualità e capacità strumenti da utilizzare per vivere autenticamente la propria partita.

È importate ricordare però che sul campo, e a portare la sacca non siamo da soli, c’è sempre un “Caddie” che aiuta il giocatore a vedere il campo, a scegliere la mossa migliore. Qualcuno affidabile che ci sproni, e ci aiuti a superare le avversità.A volte la vita diventa troppo pesante per alcuni. Nella vita di ognuno di noi viene un momento in cui bisogna superare le avversità. 

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Ritiro Ado e 18enni 2019

E se nel frattempo non ci fosse più cielo?

Davos, Svizzera, sul palco del World Economic Forum davanti agli uomini più potenti del pianeta c’è un personaggio “strano”: ha 16 anni, è svedese e il suo nome è Greta Thunberg. Chi è? si stanno chiedendo tutti i “big” della Terra, vestiti con i loro completi impeccabili e lo smartphone sempre connesso. Questa semplice ragazzina è ancora studentessa, ha ancora tanto da imparare, ma su una cosa ha le idee chiare: vuole salvare il mondo e le bellezze che offre dalla spietata opera dell’uomo, che poco alla volta lo sta distruggendo, soprattutto per quanto riguarda il clima. 

greta

“Bisogna agire come se la vostra casa fosse in fiamme: bisogna fare le cose velocemente, così da evitare che la casa bruci interamente” sono alcune delle parole che questa ragazzina ha pronunciato per rendere l’idea di quello che sta succedendo nel mondo: non si può aspettare un mese o un anno per agire, bisogna farlo subito e in tutto il mondo. Con queste parole Greta ha voluto invitare i suoi “colleghi” studenti a scendere in piazza per salvare il clima; 2052 città hanno aderito a questa iniziativa e come Greta si sono recati in piazza a far sentire la loro voce, la voce di un pianeta che ci ha accolto e permesso la vita e di cui noi non sappiamo averne cura. 

L’impegno di Greta non è passato inosservato, tanto che è stata proposta per il Premio Nobel per la Pace da tre parlamenti norvegesi. La ragazza si è detta onorata per la proposta e ha invitato tutti i suoi coetanei a scendere in piazza e protestare, in modo da fare sentire a coloro che hanno in mano i governi di tutto il mondo quanto i giovani vogliano “invertire la rotta”.

La Terra è casa nostra: prendiamocene cura!

Che la mia strada conosca la tua strada! – Via Crucis dei ragazzi 2019

La via crucis è un rito con cui si ricorda il percorso doloroso di Gesù verso la croce. Con i ragazzi quest’anno abbiamo deciso di provare a vivere insieme le varie tappe, suddividendole nei cinque venerdì di Quaresima. 

 

Ogni settimana ci lasceremo interrogare da ciò che ha vissuto Gesù mettendoci in cammino con Lui sulla via della croce. Ogni venerdì i ragazzi, osservando le varie tappe raffigurate sui muri della chiesa, cercheranno di comprendere le sofferenze vissute da Gesù nel suo cammino verso la morte trasformandole in preghiera. 

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E’ tempo di conversione!

Domenica 10 Marzo con il gesto dell’imposizione delle ceneri inizia, per il rito ambrosiano, il periodo di Quaresima.  quaresima 2

Il gesto penitenziale del cospargersi il capo di cenere è stato preso nell’Antico Testamento; La cenere, o la polvere, richiamano il nulla da cui l’uomo è stato tratto a opera di Dio e il disfacimento fisico a cui il suo corpo è inesorabilmente destinato, allo scopo di non lasciar montare nessuno in superbia, inducendo, invece, tutti all’umiltà. Con questo gesto si apre il periodo di Quaresima, tempo in cui siamo chiamati a preparare i nostri cuori alla Pasqua attraverso gesti compassionevoli verso i fratelli, la preghiera e l’umiltà di mettersi al servizio.  

Come Dio ha voluto salvare gli uomini con la povertà, così la chiesa e ogni cristiano, devono percorrere la stessa via, perché la “ricchezza di Dio” può essere accolta e operare là dove c’è la povertà umana. Facendoci servitori noi possiamo vivere come Lui ha vissuto e, con il suo stile, possiamo convertire i nostri cuori all’amore. 

Impegni di Quaresima:

  • La Via Crucis del Venerdì: ore 8,30 – 13,15 – 17 (per i ragazzi) – 18
  • La Preghiera serale del Venerdì per tutti: ore 21 in 
  • chiesa
  • Venerdì 15 marzo: ore 20,45 Via Crucis cittadina (non c’è la preghiera in parrocchia)
  • Gli Esercizi Spirituali per tutti: mercoledì 13 + giovedì 14 marzo alle ore 21 (possibilità di cena insieme alle ore 19,30)
  • La Lectio divina pomeridiana: lunedì 18 e 25 marzo alle ore 16 in chiesa

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