Quello che non si ferma – #Comunitàincammino

La spinta a prendersi cura degli altri non si ferma. E come potrebbe fermarsi qualcosa che è così profondamente radicato in noi? Essere educatori o catechisti, organizzare feste e momenti di condivisione, occuparsi della liturgia, del centro d’ascolto, della formazione e di tanto altro, sono attività che, qui all’Oratorio Bicocca, ci riempiono le giornate, ma soprattutto il cuore. Ne siamo consapevoli ed è per questo che anno dopo anno molti di noi scelgono di dedicare il proprio tempo alla comunità: e in queste settimane in cui tutto questo manca ci rendiamo conto ancora di più della bellezza del donarsi.

IMG-20200422-WA0009

Quando si è abituati ad avere a cuore gli altri, c’è sempre una domanda che – forse un po’ in sottofondo – ci tamburella in testa: “cosa posso fare io?”. In questi giorni sicuramente molti di noi se lo sono chiesti. Per quanto sembri incredibile, in questo momento anche stare semplicemente in casa evitando di uscire è un modo per aiutare tutta la comunità e – lasciatemi dire – un modo nemmeno troppo facile. Tuttavia, nemmeno così siamo completamente in pace: sappiamo tutti che per alcune persone questo periodo è più difficile che per altre, che sia a causa di problemi di salute, economici o per la solitudine. Ci pensiamo, talvolta la domanda non solo tamburella ma ci tormenta: cosa posso fare io, per alleviare, anche solo un po’, i disagi che molte persone stanno vivendo? Da soli però, ammettiamolo, non è facile prendere l’iniziativa: non abbiamo i mezzi, le idee…forse ci manca anche un po’ di coraggio!

IMG-20200422-WA0011

Tuttavia, dove non arriviamo noi come singoli ci si può arrivare insieme: non possiamo riunirci in compagnia, ma possiamo fare gruppo in modo ancora più profondo. Ed è quello che sta succedendo nella nostra comunità, tramite un’iniziativa dei proprietari di un ristorante della zona: un servizio per la comunità in cui alcuni giovani sono stati coinvolti.

poveri 3

Tutto è nato da un’intuizione: l’idea che un pasto caldo consegnato a casa può fare la differenza per una persona in difficoltà. Se poi il pasto è preparato con cura e consegnato – mantenendo le distanze – da un volto sorridente sotto la mascherina, può cambiare anche l’umore e alleggerire giornate pesanti. Il sorriso è contagioso anche se si resta a più di un metro di distanza!

Questa intuizione è diventata l’occasione per alcuni giovani che volevano dare una mano ma non sapevano bene come. Perché a volte abbiamo proprio bisogno di qualcuno che ci chiami e che ci chieda: “Tu ci sei?” e allora ci facciamo coraggio e rispondiamo sì: un coraggio da non dare per scontato, in questo periodo di giustificata paura e di necessaria attenzione. Alcuni giovani dunque hanno risposto un sì entusiasta, e si sono offerti per far parte della squadra di “volti sorridenti” necessari per la consegna dei pasti.

poveri 2

Mascherati e guantati, utilizzando i dovuti accorgimenti, si sono ritrovati martedì mattina per la prima volta al ristorante “San Glicerio” per ritirare i pasti generosamente preparati e li hanno portati a chi avesse fatto richiesta, gustando ancora una volta la gioia del donarsi. Un gesto che, grazie a quei “sì” e a quel coraggio, si ripeterà ancora nelle prossime settimane. Un modo di stare vicino al prossimo sicuramente diverso da quello a cui siamo abituati in oratorio, ma altrettanto prezioso, altrettanto importante. Non ci incontriamo più fisicamente per il momento, ma non abbiamo mai smesso di essere comunità in cammino: anzi, forse ora più che mai ci rendiamo conto quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri.

volontariato

Quello che non si ferma!

14 aprile 2020. Sono ormai quasi passati due mesi da quando piano piano tutto ha iniziato a fermarsi e a chiudere. Inizialmente forse ci è sembrata quasi una piccola vacanza inaspettata, uno stop ai ritmi spesso frenetici delle nostre vite: lo spettro del virus era presente, ma ancora abbastanza sbiadito. Dopo poco tempo però, quello che sembrava un pericolo lontano si è fatto sempre più tristemente concreto e così, tutto si è fermato. Uno stop nazionale, anzi quasi globale, per cercare di contenere un fenomeno ormai inarrestabile. Inizialmente si sono fermate le scuole, le università, i corsi, lo sport, gli eventi, hanno chiuso cinema e teatri. Anche l’oratorio ha dovuto chiudere e persino la parrocchia ha dovuto sospendere tutte le Messe, le celebrazioni, i matrimoni e i funerali.

andrà tt bene

Quando ci si è accorti che la misura del “metro di distanza” non era sufficiente per contenere il contagio, sono stati chiusi bar, ristoranti, musei, negozi, centri commerciali. E’ stato fermato anche il lavoro, o meglio, riadattato in modalità telematica oppure sospeso, disegnando sul futuro di molti l’ombra dell’incertezza. Infine, ci siamo fermati anche noi, come persone fisiche: nessuna uscita non strettamente necessaria, nessun contatto con persone esterne al nucleo familiare, nessun incontro. Potrebbe sembrare di aver premuto il tasto “pausa” nella nostra vita: sono tantissime le cose che si sono fermate. Anzi, in questo momento in cui non possiamo averle, ci sembrano tutto.

In questo periodo in cui pensiamo spesso a tutto ciò che è fermo, che non possiamo avere o che non possiamo fare, vorrei però ricordare che ci sono anche moltissime cose che nessun virus e nessuna misura di contenimento potranno mai fermare e che dobbiamo tenerci strette. Proviamo a riflettere su quello che non si ferma!

Non si sono fermate le amicizie, i legami familiari, le relazioni di coppia: anche se vissuti con tutte le difficoltà della distanza – o della troppa vicinanza! – possiamo capire quanto siano preziose.

Non si è fermata la voglia di stare vicino agli altri, di aiutare e di fare qualcosa per il prossimo; perché la condivisione che ci è stata insegnata ci porta a non stare in pace se pensiamo a tutte le difficoltà che molte persone vivono in questo momento. 

amore

Non si è fermata la gioia di ridere insieme, la capacità di ascoltare, di consolare e, perché no, anche di piangere: emozioni vissute talvolta in solitudine, ma spesso condivise – emozioni importantissime che ci rendono vivi.

La Fede non si è fermata: no, nemmeno se non possiamo incontrarci ogni domenica a messa, nemmeno se non possiamo frequentare l’oratorio. Perché la Fede è nel cuore, e il cuore non va in quarantena!

Ho detto che ci sono molte cose che non si sono fermate, ma pensandoci bene è solo una, l’unica importante: l’Amore. L’Amore non si ferma mai!

amore non si ferma

– A cura dei giovani dell’oratorio –

Buona Pasqua!!!

MESSAGGIO PASQUALE

gesù risorto

Cristo Signore è risorto! L’abbiamo sempre cantato (e suonato!!) ogni anno, la notte di Pasqua, a conclusione di celebrazioni suggestive e ricche di Parola di Dio! Questa volta la gioia della risurrezione di Gesù deve farsi strada a fatica fra un groviglio di sentimenti che tentano di “tirarci verso il basso”. Manca l’Eucaristia condivisa, manca la preghiera comune, manca don Pino, manca la comunità riunita. Eppure Gesù è risorto! E noi ci crediamo! Lo so che anche a voi manca tutto questo. Lo so che anche voi siete pieni di preoccupazione e di ansia per questa situazione che si sta protraendo al di là di ogni previsione. Ma non possiamo che accettare di vivere così, in questa atmosfera surreale, fiduciosi che tutto questo un giorno non sarà che un brutto ricordo. È tristezza anche per me celebrare la Messa con davanti una chiesa vuota! Ma tant’è!

Nel frattempo sappiamo, gli uni gli altri, che ci siamo. Io ci sono per voi, voi ci siete per me, voi ci siete gli uni per gli altri. Sappiamo che la nostra fede non viene meno neanche adesso. Sappiamo che la nostra comunità continua a sentirsi tale anche solo attraverso il telefono. Sappiamo che la tv ci aiuta, per quello che può, a vivere qualche momento che ha almeno un po’ il sapore della preghiera comune. Sappiamo che possiamo volerci bene anche così!

Vi ho già detto che faccio fatica a utilizzare gli strumenti della tecnologia per farvi arrivare, per esempio, dei video-messaggi. E forse qualche rara volta succederà, quando gli “esperti” riusciranno a “convincermi” a registrarli. In ogni caso io conto sempre sul fatto che almeno Papa e Arcivescovo entrano con abbondanza nelle vostre case attraverso la tv e quindi una parola autorevole e consolatoria non vi manca di certo. Per quanto mi riguarda, voi sapete che io ci sono, un po’ “prigioniero” in casa parrocchiale, che vi penso, che vi scrivo, che vi voglio bene (contraccambiato!), che continuo ad essere il vostro parroco. Conto sul fatto che, dopo oltre vent’anni che sono in Bicocca, anche se per un po’ non mi vedete fisicamente, facciate fatica a dimenticare la mia faccia!

Auguro a tutti una felice Pasqua in famiglia.

La preghiera di benedizione del pranzo di Pasqua sia un gesto che ci fa sentire uniti attorno all’unico Signore.

Risorto!

Don Giuseppe

Sabato Santo

SABATO SANTO

sabato santo
“Signore Gesù Cristo, nell’oscurità della morte Tu hai fatto luce;
nell’abisso della solitudine più profonda abita ormai per sempre la protezione potente del Tuo amore;
in mezzo al Tuo nascondimento possiamo ormai cantare l’alleluia dei salvati.
Concedici l’umile semplicità della fede, che non si lascia fuorviare quando Tu ci chiami nelle ore del buio, dell’abbandono, quando tutto sembra apparire problematico;
concedici, in questo tempo nel quale attorno a Te si combatte una lotta mortale, luce sufficiente per non perderti;
luce sufficiente perché noi possiamo darne a quanti ne hanno ancora più bisogno.
Fai brillare il mistero della Tua gioia pasquale, come aurora del mattino, nei nostri giorni;
concedici di poter essere veramente uomini pasquali in mezzo al Sabato santo della storia.
Concedici che attraverso i giorni luminosi e oscuri di questo tempo possiamo sempre con animo lieto trovarci in cammino verso la Tua gloria futura.
Amen.”
(Joseph Ratzinger-Papa Benedetto XVI)

Blog su WordPress.com.

Su ↑