AniMatORE 2018

In estate, per molti oratori, inizia un tempo di straordinaria vitalità. Bambini che giocano, corrono, ridono, cantano, pregano; in mezzo a loro, a guidarli, ci sono ragazzi più grandi, che non si divertono meno ma che al tempo stesso provano ad assumersi una responsabilità faticosa e importante per la loro comunità: sono gli animatori d’oratorio; senza di loro la bella esperienza dell’Oratorio Estivo, non sarebbe possibile.

Che cosa occorre per essere animatori d’oratorio? Certamente la generosità, la voglia di stare insieme agli altri e di giocare; e anche la gioia di vedere gli occhi felici di un bambino e di sentire che si affeziona a te.

L’adolescente animatore, mentre sente nascere il desiderio e la bellezza del “prendersi cura di qualcuno” si confronta naturalmente con se stesso, scopre le proprie capacità e i propri limiti. Ne nascono delle domande, a volte “tecniche”, a volte anche più profonde. Una strada valida dove cercare delle risposte è quella della formazione: una formazione specifica per gli animatori può aiutarli a fare passi avanti. Un primo aspetto è quello di rendere consapevoli le conoscenze acquisite in modo spontaneo, migliorarle e imparare a progettare il modo più efficace di usarle. Ancora più importante è scoprire la dimensione educativa del proprio rapporto con i bambini e quindi come far sì che gli incontri in oratorio diventino per loro esperienze di vita cristiana, sia nei contenuti sia nello stile. Un terzo elemento di valore della formazione è aiutare l’animatore a crescere e maturare nelle motivazioni, radicate nel proprio cammino di fede, per vivere con fedeltà e responsabilità il proprio impegno. La formazione può essere la strada capace di trasformare una disponibilità spontanea, temporanea, data “quasi per caso”, in un percorso significativo per la propria vocazione: è un valore per gli animatori ma anche per le parrocchie, che investono su questi giovani per realizzare una parte importante della loro missione. L’oratorio infatti, come ricordano i Vescovi italiani, «esprime il volto e la passione educativa della comunità, che impegna animatori, catechisti e genitori in un progetto volto a condurre il ragazzo a una sintesi armoniosa tra fede e vita» (“Educare alla vita buona del Vangelo – Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020”)

di seguito trovate tutte le date obbligatorie per coloro che vogliono intraprendere questo percorso:

animatori oe

Nei loro panni – Gruppo Missionario jr

 

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo!       – Gandhi –

Quest’anno il gruppo dei nostri piccoli missionari sta affrontando il tema dell’immigrazione. È un tema che li tiene attenti e curiosi di sapere di cosa si tratti davvero. In uno dei nostri incontri abbiamo fatto in modo che i piccoli si immedesimassero nella figura dell’immigrato. Abbiamo lasciato loro immaginare cosa volesse dire VIAGGIO quando non sei tu a scegliere la meta ma sei costretto a salire su una barca perché unico mezzo di salvezza dalla guerra che ti circonda. Abbiamo lasciato loro pensare a cosa portare via nella loro VALIGIA visto che a casa loro non sarebbero MAI più tornati. Abbiamo lasciato decifrare un messaggio scritto con una lingua a loro sconosciuta. Abbiamo poi lasciato scrivere loro due RIGHE per salutare quelle persone che per forza di cose non sarebbero potute partire insieme a loro perché il costo del biglietto era troppo alto per due.
Le risposte dei nostri piccoli sono state molto interessanti.
Alcuni hanno deciso di portare via l’orsacchiotto con cui fanno la nanna “perché così avrebbero sentito casa vicina”; altri invece hanno scelto dei semplici vestiti o delle scarpe di ricambio perché non sapendo la destinazione, volevano essere preparati.
Decifrare una lingua a loro sconosciuta è stato difficile: hanno chiesto aiuto subito consapevoli del fatto che potevano farlo perché dall’altra parte incontravano persone pronte e disponibili.
I saluti sono la cosa che ci ha toccato di più perché erano semplici, erano degli arrivederci: i nostri piccoli non riuscivano ad immaginare che non avrebbero mai più rivisto i propri genitori, fratellini o nonni. È difficile spiegare a dei bambini cosa voglia dire lasciare la tua terra per salvarti visto che se resti lì sicuramente morirai per mano della guerra.
I nostri piccoli missionari hanno avuto un po’ più coscienza di cosa volesse dire “essere un immigrato” dopo la visione del film FUOCOAMMARE: un docufilm del 2016 diretto da Gianfranco Rosi, premiato nello stesso anno con l’Orso d’oro per il miglior film al festival di Berlino, che ha come oggetto l’isola di Lampedusa e gli sbarchi di migranti che la interessano.
Quest’anno, grazie all’aiuto dei genitori, abbiamo voluto mettere qualche seme nei cuori dei nostri piccoli: questo solo perché vedessero che ognuno di noi ha sempre di fronte  una persona come loro.

gruppo missionario jr

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