Ciascuno tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia

Le Fonti Francescane raccontano nei particolari cosa avvenne a Greccio. Quindici giorni prima di Natale, Francesco chiamò un uomo del posto, di nome Giovanni, e lo pregò di aiutarlo nell’attuare un desiderio: «Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello». Appena l’ebbe ascoltato, il fedele amico andò subito ad approntare sul luogo designato tutto il necessario, secondo il desiderio del Santo. Il 25 dicembre giunsero a Greccio molti frati da varie parti e arrivarono anche uomini e donne dai casolari della zona, portando fiori e fiaccole per illuminare quella santa notte. Arrivato Francesco, trovò la greppia con il fieno, il bue e l’asinello. La gente accorsa manifestò una gioia indicibile, mai assaporata prima, davanti alla scena del Natale. Poi il sacerdote, sulla mangiatoia, celebrò solennemente l’Eucaristia, mostrando il legame tra l’Incarnazione del Figlio di Dio e l’Eucaristia. In quella circostanza, a Greccio, non c’erano statuine: il presepe fu realizzato e vissuto da quanti erano presenti.
È così che nasce la nostra tradizione: tutti attorno alla grotta e ricolmi di gioia, senza più alcuna distanza tra l’evento che si compie e quanti diventano partecipi del mistero.

Dalla Lettera Apostolica “Admirabile signum” Papa Francesco

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Vi aspettiamo tutti al Presepe Vivente di Domenica 15 Dicembre alle ore 16.00

Viviamo insieme la “forza del Presepe”

“…Il presepe è un modo assai efficace di dire che la fede pervade la vita, la vita di tutti, la storia, le vicende di un villaggio, di un paese, di una regione che si illuminano di quella presenza.”

 

L’arcivescovo Giuseppe Betori – 

Nel 1223 venne preparato il primo presepe ad opera di San Francesco d’Assisi, il quale eresse una mangiatoia all’interno di una caverna in un bosco, portandoci però solo un asino e un bue. Tenne poi la famosa predica di Natale, davanti ad una grande folla, cosi che, tutti coloro che non sapevano leggere, poterono comprendere la storia del significato del Natale. San Francesco desiderava portare Betlemme, con la sua natività, in casa propria, non solo per lui, ma per tutti i cristiani. 

Questo desiderio ce l’ha anche l’Oratorio Bicocca, che per il terzo anno di fila propone il Presepe vivente. Desideriamo entrare nel mistero della natività vivendo il villaggio ai tempi di Gesù, attraverso i suoi vecchi mestieri, i suoi sapori e i suoi profumi, e seguendo la stella, che ci porterà fino alla grotta di Betlemme. “La forza del Presepe” consiste nel camminare verso Gesù. Affiancandoci a Maria, Giuseppe e ai Magi e, insieme ai personaggi di questo presepe, diventiamo anche noi protagonisti di questo Natale.

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