

Ciascuno tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia
Le Fonti Francescane raccontano nei particolari cosa avvenne a Greccio. Quindici giorni prima di Natale, Francesco chiamò un uomo del posto, di nome Giovanni, e lo pregò di aiutarlo nell’attuare un desiderio: «Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello». Appena l’ebbe ascoltato, il fedele amico andò subito ad approntare sul luogo designato tutto il necessario, secondo il desiderio del Santo. Il 25 dicembre giunsero a Greccio molti frati da varie parti e arrivarono anche uomini e donne dai casolari della zona, portando fiori e fiaccole per illuminare quella santa notte. Arrivato Francesco, trovò la greppia con il fieno, il bue e l’asinello. La gente accorsa manifestò una gioia indicibile, mai assaporata prima, davanti alla scena del Natale. Poi il sacerdote, sulla mangiatoia, celebrò solennemente l’Eucaristia, mostrando il legame tra l’Incarnazione del Figlio di Dio e l’Eucaristia. In quella circostanza, a Greccio, non c’erano statuine: il presepe fu realizzato e vissuto da quanti erano presenti.
È così che nasce la nostra tradizione: tutti attorno alla grotta e ricolmi di gioia, senza più alcuna distanza tra l’evento che si compie e quanti diventano partecipi del mistero.
Dalla Lettera Apostolica “Admirabile signum” Papa Francesco
![presepe 2019 - volantino[9052]_page-0001](https://oratoriobicocca.com/wp-content/uploads/2019/12/presepe-2019-volantino9052_page-0001.jpg?w=736)
Vi aspettiamo tutti al Presepe Vivente di Domenica 15 Dicembre alle ore 16.00
GIORNATA MISSIONARIA
Papa Francesco per il mese di ottobre del 2019 ha chiesto a tutta la Chiesa di vivere un tempo straordinario di missionarietà per commemorare il centenario della promulgazione della Lettera apostolica Maximum illud di Papa Benedetto XV (30 novembre 1919). La profetica lungimiranza della sua proposta apostolica ha confermato quanto sia ancora oggi importante rinnovare l’impegno missionario della Chiesa, riqualificare in senso evangelico la sua missione di annunciare e di portare al mondo la salvezza di Gesù Cristo, morto e risorto.
“È un mandato che ci tocca da vicino: io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzata e battezzato è una missione. Chi ama si mette in movimento, è spinto fuori da sé stesso, è attratto e attrae, si dona all’altro e tesse relazioni che generano vita. Nessuno è inutile e insignificante per l’amore di Dio. Ciascuno di noi è una missione nel mondo perché frutto dell’amore di Dio. Anche se mio padre e mia madre tradissero l’amore con la menzogna, l’odio e l’infedeltà, Dio non si sottrae mai al dono della vita, destinando ogni suo figlio, da sempre, alla sua vita divina ed eterna (cfr Ef 1,3-6).”
In occasione della giornata missionaria l’oratorio ha deciso di non fare la classica castagnata, in programma per domenica ma di aderira alla proposta per gli oratori, fatta dal PIME di Milano.
Qui di seguito le parole di Elisa una bimba che ha scelto di esserci!
Siamo partiti al mattino presto, pensavo fossimo solo noi del gruppo missionario junior invece eravamo tanti e c’erano anche gli animatori grandi. Abbiamo preso la metropolitana tutti insieme anche con Francesca e alcuni genitori e siamo arrivati al PIME di Milano. Subito alcuni ragazzi ci hanno accolto e ci hanno spiegato che cos’è il PIME: Pontificio Istituto Missioni Estere, insomma un posto che si occupa di aiutare tutte le persone più povere nel mondo.
Non c’eravamo solo noi ma anche altri bambini e ragazzi di altri oratori.
Poi ci siamo divisi grandi e piccoli e io insieme ai più piccoli e a due missionari Marta e Vikram abiamo fatto il giro del mondo conoscendo usi, costumi, giochi e danze di tanti posti diversi.
Poi ci siamo ritrovati tutti insieme e abbiamo ascoltato la testimonianza di padre Alessandro, che partirà tra pochissimo per la sua missione in Cambogia. Ci ha detto che il suo viaggio è di sola andata, questa cosa mi ha un po’ rattristato perché ci ha spiegato che lascerà per sempre la sua casa e i suoi amici e famigliari per andare a vivere lontano. Lui perà era felice e ha detto di non veder l’ora di partire.
Poi abbiamo mangiato e nel pomeriggio abbiamo fatto una mega caccia al tesoro divisi per squadre, la mia squadra è arrivata ultima!!! Ma mi sono divertita.
Abbiamo concluso la giornata con una messa speciale piena di canti, applausi e riflessioni anche nostre.
Ho capito che esistono tante persone che scelgono di partire per terre lontane per stare vicino a chi è più sfortunato, padre Alessandro ci ha detto che magari da grandi anche noi sceglieremo di partire. Per adesso voglio essere missionaria a casa mia con la mia mamma, mio papà e i miei amici.
Vikram ha detto che sono già molto brava e che si possono aiutare gli altri fin da piccoli. Io voglio farlo!

Dona la Spesa: un abbraccio collettivo per i bisognosi vicino noi!
