Ciascuno tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia

Le Fonti Francescane raccontano nei particolari cosa avvenne a Greccio. Quindici giorni prima di Natale, Francesco chiamò un uomo del posto, di nome Giovanni, e lo pregò di aiutarlo nell’attuare un desiderio: «Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello». Appena l’ebbe ascoltato, il fedele amico andò subito ad approntare sul luogo designato tutto il necessario, secondo il desiderio del Santo. Il 25 dicembre giunsero a Greccio molti frati da varie parti e arrivarono anche uomini e donne dai casolari della zona, portando fiori e fiaccole per illuminare quella santa notte. Arrivato Francesco, trovò la greppia con il fieno, il bue e l’asinello. La gente accorsa manifestò una gioia indicibile, mai assaporata prima, davanti alla scena del Natale. Poi il sacerdote, sulla mangiatoia, celebrò solennemente l’Eucaristia, mostrando il legame tra l’Incarnazione del Figlio di Dio e l’Eucaristia. In quella circostanza, a Greccio, non c’erano statuine: il presepe fu realizzato e vissuto da quanti erano presenti.
È così che nasce la nostra tradizione: tutti attorno alla grotta e ricolmi di gioia, senza più alcuna distanza tra l’evento che si compie e quanti diventano partecipi del mistero.

Dalla Lettera Apostolica “Admirabile signum” Papa Francesco

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Vi aspettiamo tutti al Presepe Vivente di Domenica 15 Dicembre alle ore 16.00

Ripercorriamo il cammino di Avvento attraverso le parole di Papa Francesco

“L’Avvento è il tempo che ci è dato per accogliere il Signore che ci viene incontro, anche per verificare il nostro desiderio di Dio, per guardare avanti e prepararci al ritorno di Cristo. Egli ritornerà a noi nella festa del Natale, quando faremo memoria della sua venuta storica nell’umiltà della condizione umana; ma viene dentro di noi ogni volta che siamo disposti a riceverlo, e verrà di nuovo alla fine dei tempi per «giudicare i vivi e i morti». Per questo dobbiamo sempre essere vigilanti e attendere il Signore con la speranza di incontrarlo”. (Angelus – Dicembravventoe 2018)

In un Angelus di inizio Dicembre del 2016 il Pontefice dice che l’invito di Gesù nel tempo dell’Avvento è a vegliare, a fare attenzione, a non sprecare le occasioni di amore che ci dona: “La persona che fa attenzione è quella che, nel rumore del mondo, non si lascia travolgere dalla distrazione o dalla superficialità, ma vive in maniera piena e consapevole, con una preoccupazione rivolta anzitutto agli altri. Con questo atteggiamento ci rendiamo conto delle lacrime e delle necessità del prossimo e possiamo coglierne anche le capacità e le qualità umane e spirituali”.

Riprendendo invece l’Angelus di Dicembre del 2017 il Papa afferma che l’Avvento ci fa alzare lo sguardo verso il cielo, ma i piedi sono sempre in terra: “La persona attenta si rivolge anche al mondo, cercando di contrastare l’indifferenza e la crudeltà presenti in esso, e rallegrandosi dei tesori di bellezza che pure esistpresepeono e vanno custoditi. Si tratta di avere uno sguardo di comprensione per riconoscere sia le miserie e le povertà degli individui e della società, sia per riconoscere la ricchezza nascosta nelle piccole cose di ogni giorno, proprio lì dove il Signore ci ha posto. La persona vigilante è quella che accoglie l’invito a vegliare, cioè a non lasciarsi sopraffare dal sonno dello scoraggiamento, della mancanza di speranza, della delusione; e nello stesso tempo respinge la sollecitazione delle tante vanità di cui trabocca il mondo e dietro alle quali, a volte, si sacrificano tempo e serenità personale e familiare”. “Essere attenti e vigilanti sono i presupposti per non continuare a ‘vagare lontano dalle vie del Signore’, smarriti nei nostri peccati e nelle nostre infedeltà; essere attenti ed essere vigilanti sono le condizioni per permettere a Dio di irrompere nella nostra esistenza, per restituirle significato e valore con la sua presenza piena di bontà e di tenerezza”.

Abbiamo voluto usare questi pezzi di Angelus di diversi anni di Papa Francesco per far riscoprire la bellezza dell’attesa di un Uomo che si è incarnato nel grembo di una donna semplice e ci ha amato da morire. 

Vi invitiamo a rileggere questi pensieri del Santo Padre e di farli vostri in questo periodo dell’anno affinché possano aiutarvi a preparavi al meglio all’arrivo del Signore.

Il regalo più prezioso – Novena 2018

La frenesia del  Natale è sempre maggiore negli ultimi giorni che precedono la grande festa: tra spese per il menù del 25 e la corsa ai regali sembra che le cose da fare aumentino a dismisura e di tempo ce ne sia sempre pochissimo; ma cosa vuol dire davvero prepararsi al Natale? Entrare nello spirito di questo giorno speciale significa prepararsi alla venuta del Signore nel cuore e nella vita.

Invitiamo tutti i bambini e i loro genitori alla preghiera di Natale che si terrà da lunedi 17 a venerdi 21 Dicembre in oratorio alle 17.00 

Trova il tempo per preparare il tuo cuore! 

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E’ tempo di Avvento, è tempo di preghiera, è tempo di ritiro! 

Ebbene si, cari ragazzi delle medie, ci stiamo rivolgendo proprio a voi; è tutto pronto per per il vostro ritiro super speciale in vista del periodo di Avvento; Siete pronti? Non perdete tempo! La riunione informativa per i vostri genitori sarà Mercoledì 21 Novembre ore 18.00 in oratorio, in occasione della quale ci si potrà iscrivere ufficialmente.

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Correte a fare la valigia: questa super occasione per prepararvi insieme al Natale non potete perderla!

La tradizione del Presepe!

Il presepe, il simbolo nel natale cristiano per antonomasia, entra in tutte le case. C’è chi ha la semplice capanna con Gesù, Maria e Giuseppe; c’è chi lo allarga anche agli abitanti del villaggio e ai pastori con le loro pecorelle; c’è chi in un angolo lontano, tra due palme, ci inserisce anche i magi con i cammelli, che si avvicinano alla capanna per il 6 di Gennaio. In ogni caso il presepe è la piccola riproduzione di cosa avvenne quella notte di 2017 anni fa. 

Papa Francesco, all’accensione del presepe in piazza San Pietro ha tenuto a sottolineare che il simbolo del presepe ci ricorda che Gesù non si impone mai con la forza. Il Signore, per salvarci, non ha compiuto un miracolo grandioso, è invece venuto in tutta semplicità, umiltà e mitezza.

Proprio questo vuole essere il messaggio del presepe cristiano: il segno di un uomo semplice, nato come tutti gli uomini dal grembo di una madre, nell’umiltà dei una stalla e morto per amore degli uomini.

 

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