L’amore di ieri e oggi – San Valentino tra pagani riti romani e dolci pensieri d’amore!

Fin dall’antichtà il giorno di san Valentino è stato istituito da Papa Gelasio I per eliminare delle brutali tradizioni pagane dell’epoca romana, che erano solite farsi  il 15 di Febbraio in onore del Dio pagano Lupercus, spostandolo il giorno precedente e onorando la festa all’amore cristiano per il prossimo. Così il 14 Febbraio si celebra questa festa in tutto il mondo essendo stato riconosciuto santo non solo dalla chiesa cattolica, ma anche da quella anglicana e che da quella ortodossa.  

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Oggi la festa di San Valentino ha ancora questa connotazione più affettuosa; la celebrazione dell’amore nella sua forma più felice e spensierata, avendo un pensiero particolare per la persona amata in questo determinato giorno.

Anche se la festa di San Valentino negli ultimi anni è diventata molto commerciale, soprattutto per le aziende di gadget e pasticcerie, bisogna ricordare che nasce come memoria dell’importanza dell’amore per il prossimo. Siamo tutti chiamati ad avere cura di chi ci sta a fianco non solo in questo giorno, ma nella quotidianità del nostro vivere.

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TANTI 

AUGURI 

A TUTTI

COLORO

CHE 

AMANO!

Un amore che dura 6000 anni

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Occhi a cuoricino, farfalle nello stomaco, un incredibile sorriso sempre disegnato sul volto: questi sono tutti i segnali che il sentimento più potente e bello del mondo è entrato in noi. Parlando di amore si possono aprire pagine e pagine di frasi sdolcinate, temi di canzoni che hanno fatto la storia della musica, tragedie e commedie che dell’amore ne fanno tutt’oggi opere da studiare a scuola. Ma quando pensiamo all’amore, alla sua forza che lega tutti gli innamorati, non può non venirci in mente il giorno di San Valentino. Legata a san Valentino, al nesso che c’è tra gli innamorati a questo Santo, vi è una bellissima leggenda: quella di Sabino e Serapia, di un Amore che sceglie l’altro nonostante le difficoltà, che non ha paura delle differenze e che sa vincere anche sulla morte.

Sabino, giovane centurione romano s’innamorò di Serapia, una ragazza di religione cristiana. Quando Sabino chiese in sposa Serapia, la famiglia di ella negò il suo assenso. I due giovani non sapendo come coronare il proprio amore, chiesero aiuto al loro Vescovo Valentino. Sabino, per amore della ragazza accettò di essere battezzato. Iniziarono allora i preparativi per festeggiare il battesimo di Sabino e le imminenti nozze. I due giovani sabino e serapiatrepidavano ed erano felici, ma una grave malattia colpì Serapia. La povera ragazza si ammalò di tisi e si aggravò fino ad essere vicina alla morte. Sabino, disperato, chiese a Valentino di essere battezzato al più presto e di unirlo in matrimonio con Serapia prima che lei morisse. Valentino, commosso, battezzò il giovane e lo unì in matrimonio al capezzale di Serapia. Dopo aver pregato, il cielo si riempì di coppie di colombi che tubavano, volteggiando sopra i due innamorati. Pace fu fatta e così, accanto all’abbraccio dell’amore, anche le colombe entrarono a pieno titolo nella simbologia di San Valentino, tanto che l’espressione “piccioncini”, riferita agli innamorati, sembra derivare proprio dal leggendario miracolo del Santo.

“…due scheletri abbracciati, qualche osso poco o niente, ma il loro bacio va avanti per l’eternità…”

 – Temporale, Lorenzo Jovanotti – 

Auguri a tutti quelli che amano

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