III Domenica di Quaresima

DOMENICA DI ABRAMO

Per i Giudei – quelli che pure avevano ascoltato Gesù – la vera garanzia di fede, verità, libertà, rimane la Legge, quella di Mosè, quella che Mosè aveva avuto da Dio sul monte santo. Una Legge che affonda le sue radici profonde in Abramo, l’amico di Dio, l’audace che aveva ascoltato una Voce che lo allontanava dalla sua casa, dalla sua terra, dalla sua famiglia, per catapultarlo in una realtà completamente sconosciuta. Ma lì Abramo aveva trovato il Dio vero, quello delle promesse più assurde ma presto realizzate: la nuova terra c’è, il figlio c’è, il popolo numeroso c’è. Come può un giudeo cambiare idea, non fondare la sua fede su questa storia certa e bella, per dar retta a un Gesù che dice di avere lui la parola di verità, di dare lui la libertà vera, di essere l’inviato di Dio e proprio del Dio di Abramo, di aver visto l’Abramo vissuto quasi duemila anni prima, lui neppure cinquantenne?

Una volta Gesù disse ai suoi ascoltatori: è per la durezza del vostro cuore che Mosè vi diede questa norma. E un’altra volta ancora: vi fu detto, ma io vi dico. È il segno evidente che Gesù è venuto per farci fare dei passi avanti, senza rinnegare nulla della fede di Abramo o di Mosè (disse: non passerà neppure una virgola della Legge).

Dio ci fa camminare. Dio ci tiene continuamente in movimento. Ci dà sempre nuovi strumenti per acquisire quella libertà, vera, che nasce da una fede consapevole e che nel contempo genera una fede consapevole. La Legge, qualsiasi legge, da sé sola è un semplice ammasso di precetti che chiedono di essere messi in pratica. Nessun coinvolgimento, nessuna partecipazione del cuore: solo rispetto della regola. Ma questo non dà libertà, non genera fede, non conduce alla verità.

Gesù ci insegna ad entrare nello spirito della Legge, ci dona lo Spirito che supera la Legge perché la fa vivere, la trasforma, la cambia in stile di vita, togliendole la veste di vecchia signora petulante che chiede solo di essere ascoltata mentre sputa le sue sentenze, spesso pure sentenze di morte.

La Verità è Gesù, e dà la Vita e la Libertà, quella vera, quella che ci permette di essere un “tu” davanti al Dio che, per amore, ci ha voluti a sua immagine e somiglianza. È dunque l’ascolto della Parola liberante del Vangelo che ossigena la nostra vita e ci fa volare alto.

Anche in questo momento di crisi, respiriamo l’aria del Vangelo. Ma le regole dicono che bisogna andare a Messa alla domenica, che si devono ricevere le ceneri, che si deve fare la comunione… Sì, certo, è così! Ma non fermiamoci alle prescrizioni: viviamo la situazione che ci è data di vivere con libertà interiore, soffrendo anche della mancanza di ciò che normalmente ci sostiene, ma con lo spirito di chi sa che nessun virus potrà tenerci lontani dal nostro Dio, da Gesù. Il Signore è sempre con noi “tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

Dio ci sta parlando ora – Maurizio Patriciello

di seguito vogliamo condividere con voi le parole di Maurizio Patriciello nel articolo pubblicato Domenica 8 Marzo su Avvenire. 

Lasciamo anche il link della pagina nel caso qualcuno volesse approfondire. https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/patriciello-dio-ci-sta-parlando-ora-che-nulla-vada-perduto-di-questa-prova

Dio-amore ci chiama a pronunciare parole d’amore, a fare gesti d’amore. A diventare amore. Non sempre è facile. A porre ostacoli a questo processo di trasformazione ci saranno il nostro egosimo e l’orgoglio che lo accompagna; l’idolo dell’avarizia e la vanagloria che ci inganna. Per amare occorre essere liberi. Liberi di non amare, di essere indifferenti, diffidenti, gelosi, invidiosi. Liberi addirittura di odiare, uccidere, sterminare, persino. Amare è sempre cosa buona, giusta, conveniente. Chi ama sente il bisogno di dare. Chi ama dona le sue cose, il suo tempo, il suo sapere, fino a donare se stesso. Gesù lo ha fatto, continua a farlo e ci sfida a imitarlo. Lo fa perché ci ama. Contraddizioni? No, per carità. Al contrario.

Vangelo di questa seconda domenica di Quaresima, rito romano: Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, li porta sul monte e davanti a loro si trasfigura. Il suo volto diventa brillante come il sole, le sue vesti come la luce. I tre vivono una esperienza unica, inebriante, destabilizzante. Non è tutto. Dal cielo, come un tuono, rimbomba, maestosa, la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’amato… Ascoltatelo!» Ascoltare Lui, allora, è il meglio che ci possa accadere. Vivere secondo i suoi comandi è incamminarsi sui binari giusti, anche quando ci chiede qualcosa che ci pesa. Anche quando ci lascia nella trappola in cui ci siamo impigliati e magari vorremmo rimanere. E che cosa ci chiede, l’Uomo bello come il sole? Ci chiede di amare come ha amato lui. Non gioca al risparmio, è evidente. Punta in alto, è esigente, non c’è dubbio. Perché lo fa? Non certo per capriccio. La meta di ogni alpinista non è la collina fuori città ma la vetta più alta, ovunque si trovi. Uno speleologo ambisce penetrare nelle grotte più insidiose. Un santo brama correre per sentieri inesplorati. Si vive una volta sola, occorre non sprecare le ore, il rischio di non fare centro dev’essere messo al bando.

Stiamo attraversando un momento difficile, strano, inaspettato. Siamo stati colti in contropiede. La notte di Capodanno, mentre sturavamo lo spumante, nessuno di noi avrebbe potuto prevedere il momento attuale. Ci sembra un brutto sogno. È proprio vero? La nostra tanto decantata libertà improvvisamente ci viene limitata? Che cosa sta accadendo? Contro chi occorre lanciare gli strali? Chi è il nemico da imprigionare, uccidere, sopraffare? Di quale strana ideologia è portatore? Ed eccolo, l’asino che casca. Il nemico che ci tiene in ansia, infatti, non sa nemmeno di essere tale. Poveraccio, è talmente piccolo da non poter essere visto nemmeno con la lente d’ingrandimento. Un pollicino, dunque? Un pollicino che sta mettendo in ginocchio la nostra umana superbia? La risposta è sì. Davanti all’invisibile pollicino stanno crollando le nostre vanterie, i nostri orgogli, le nostre sufficienze. Davanti all’imprendibile moscerino ci sentiamo indifesi, spaesati, impauriti. E che dobbiamo fare?

Dobbiamo mantenere la calma, essere pazienti, intelligenti, misericordiosi per poterci difendere con le poche armi che abbiamo a disposizione. Dobbiamo obbedire con fiducia assoluta a ciò che ci viene ordinato come un novizio obbedisce al suo maestro. Anche quando non ne siamo convinti, anche quando, per pigrizia, abitudine, negligenza o altro, ci verrebbe da fare diversamente. Tutto deve essere fatto per amore. “Solo per amore”. Per amore non ti abbraccio, per amore resto chiuso in casa, per amore non celebro la Messa insieme a voi, indispensabili compagni del mio pellegrinaggio. Per amore non scappo via dalla mia regione. Per amore limito i miei impegni. Possibile? Possibile che un sacerdote possa non celebrare l’Eucarestia con la sua comunità, per amore? Certo. Se serve a limitare il propagarsi di questo fastidioso, inopportuno e pericoloso ospite, volentieri celebro da solo per voi che rimanete a casa. E sappiate che lo faccio “solo per amore”.

Ma un credente non sente il bisogno di accostarsi all’Eucarestia? Ci mancherebbe. Magari lo sentisse sempre. Ma Dio è più grande del nostro cuore e anche della nostra Messa. Dio lo incontro dappertutto, nella sua Parola, nei fratelli, nella preghiera. Lo incontro nello studio e nella meditazione che questo silenzio forzato mi propone. Lo incontro nell’obbedienza alla santa Chiesa.

Quaresima è tempo di penitenza. Quest’anno la penitenza non la scegliamo, ci viene imposta. Non ci resta che accogliere l’invito, chinare il capo e dire con sofferta fermezza: «Sia fatta la tua volontà, Signore». Che nulla vada perduto di questa esperienza di solitudine, di silenzio, di sofferenza, di amore. Dio ci sta parlando ancora.

Diretta di Domenica 15 Marzo

Come precedentemente detto pubblichiamo il link per la diretta YouTube con don Alliata di Domenica 15 Marzo alle 15.15.

il link sottostante vi rimanderà a “the Wall” un blog del gruppo famiglie che domenica stessa pubblicherà la diretta. Per accedervi tornate sul blog dell’oratorio (www.oratoriobicocca.com) cliccate su questo articolo e troverete il link in verde che vi rimanderà alla pagina.

Vi aspettiamo tutti per questo momento da condividere insieme…anche a distanza!

https://padlet.com/bobbylispa/FICaWall

 

 

 

Non ci fermiamo! – Appuntamento online Domenica 15 Marzo

Ciao a tutti,

dato che le nuove disposizioni normative obbligano la cancellazione di tutti gli eventi, noi stiamo organizzando delle iniziative che vorremmo condividere con voi attraverso un collegamento online.

Una di queste è una iniziativa in cui Don Alliata ci guiderà in una riflessione sul senso di comunità, partendo da un breve e simpatico racconto di Dino Buzzati: “la fine del mondo”, che troverete come link sottostante.

Vi invitiamo a leggerlo e a partecipare alla diretta Youtube di domenica 15 Marzo alle computer15.15. Alla fine della discussione ci sarà la possibilità di fare domande e riflessioni personale attraverso una chat apposita.

Partecipare è molto semplice, basta un computer, smartphone o tablet con connessione internet!

 

 

Buona lettura!

LA FINE DEL MONDO

Nei prossimi giorni manderemo il link a cui collegarsi per seguire la diretta; Troverete comunque tutto sul blog dell’oratorio: tenetelo d’occhio!

 

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