
“Avvento, tempo di attesa, di speranze, di desideri. Ma aspettiamo cosa? Il Natale è per tutti un momento di festa, di calore e di gioia ma non esisterebbe nulla se 2020 anni fa non fosse nato Gesù. Quindi con il Natale ricordiamo una nascita: la nascita di un Dio che ha cambiato l’intero scorrere del tempo o meglio lo ha fatto partire. Da quell’avvenimento misterioso noi abbiamo iniziato a contare i minuti, i giorni, gli anni, come se qualcosa ci avese finalmente aperto gli occhi e ci avesse detto: VIVI! L’ Avvento di Gesù nella nostra vita deve essere qualcosa che cambia lo scorrere del nostro tempo, qualcosa che ci apre gli occhi su chi siamo e cosa desideriamo. Per accogliere davvero Gesù nella nostra vita è necessario però preparare la strada, far spazio nel nostro cuore. Per prepararci è necessario allenare gli atteggiamenti buoni. Spesso siamo tentati alle scelte più facili, a quelle istintive, siamo spinti dal desiderio di star bene nell’immediato senza calcolare le ripercussioni che il nostro agire ha sul mondo circostante. Siamo noi al centro e tutto i resto viene dopo. La rivoluzione di Gesù Cristo, un Dio che si fa piccolo e povero, ribalta totalmente la visione umana del mondo. Gesù ci insegna che la vera grandezza è saperci guardare attorno, accorgerci di chi ha bisogno, capire che possiamo con le nostre scelte e azioni rendere il mondo un posto migliore.”

Questo è uno spunto di riflessione sul quale i ragazzi delle medie hanno lavorato durante il loro ritiro di Avvento, avvenuto il 30 Novembre e 1 Dicembre.
Come segno i ragazzi hanno creato il loro personalissimo calendario di avvento, dove hanno scritto per ogni giorno un impegno da compiere nel loro cammino verso il Natale, a seguito di una riflessione sugli atteggiamenti buoni da mettere in gioco per far spazio a Gesù nel nostro cuore.
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e 2018)
ono e vanno custoditi. Si tratta di avere uno sguardo di comprensione per riconoscere sia le miserie e le povertà degli individui e della società, sia per riconoscere la ricchezza nascosta nelle piccole cose di ogni giorno, proprio lì dove il Signore ci ha posto. La persona vigilante è quella che accoglie l’invito a vegliare, cioè a non lasciarsi sopraffare dal sonno dello scoraggiamento, della mancanza di speranza, della delusione; e nello stesso tempo respinge la sollecitazione delle tante vanità di cui trabocca il mondo e dietro alle quali, a volte, si sacrificano tempo e serenità personale e familiare”. “Essere attenti e vigilanti sono i presupposti per non continuare a ‘vagare lontano dalle vie del Signore’, smarriti nei nostri peccati e nelle nostre infedeltà; essere attenti ed essere vigilanti sono le condizioni per permettere a Dio di irrompere nella nostra esistenza, per restituirle significato e valore con la sua presenza piena di bontà e di tenerezza”.